Consultazione pareri

DETTAGLIO QUESITO

Codice identificativo: 364
Data ricezione: 11/09/2018
 
Argomento: Opzioni, proroghe e rinnovi
 
Oggetto: Calcolo dell’importo a base di gara con eventuale opzione di cui all’art. 106, c. 1 lett. a)
Quesito:

Siamo a porre il seguente quesito. In primo luogo ci si chiede se l’espressione “importo massimo stimato come valore contrattuale dell’appalto” abbia esattamente lo stesso significato di “importo a base d’asta”. L’art. 35 del Codice, al comma 4, prevede che “Il calcolo tiene conto dell'importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di eventuali opzioni o rinnovi del contratto esplicitamente stabiliti nei documenti di gara. Quando l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore prevedono premi o pagamenti per i candidati o gli offerenti, ne tengono conto nel calcolo del valore stimato dell'appalto”. In particolare ci si chiede se, posto l’obbligo di calcolare l’importo di un’eventuale opzione (di cui allla lett. a) del comma 1 dell’art. 106 del Codice) nel valore massimo dell’appalto (inserito nella documentazione di gara) , si possa invece porre a base d’asta un importo che NON tiene conto dell’eventuale opzione, in quanto solo eventuale e che potrebbe falsare in quale modo l’offerta che presenteranno i concorrenti sul portale MePA, vista soprattutto l’automaticità della valutazione delle offerte sul predetto portale di Consip.

 
Risposta:

L’espressione “’importo massimo stimato come valore contrattuale dell’appalto” di cui all’art. 35, comma 4 del Codice si riferisce al valore stimato di un appalto pubblico. Tale valore non è lo stesso dell’importo a base d’asta (che a sua volta si compone dell’importo a base d’asta soggetto a ribasso e dell’importo a base d’asta non soggetto a ribasso). Ai sensi dell’art. 35 del Codice, il valore stimato di un appalto da prendere in considerazione al fine di valutare l’eventuale superamento della soglia comunitaria è quello derivante dalla somma dell’importo a base di gara (al netto di Iva e/o di altre imposte e contributi di legge, nonché degli oneri per la sicurezza dovuti a rischi da interferenze non soggetti a ribasso) e di eventuali opzioni, rinnovi, premi e pagamenti. Tra le opzioni rientrano anche i servizi analoghi di cui all’art. 63, comma 5 del Codice. Pertanto, per determinare il valore stimato dell’appalto, all’importo a base d’asta devono esser aggiunti – eventualmente - opzioni, rinnovo, premi e pagamenti. Al contrario, come correttamente rappresentato, nell’importo a base d’asta non occorre tener conto di eventuali opzioni. Si precisa, infine, che l’importo a base d’asta è il valore di riferimento per la presentazione delle offerte economiche da parte dei concorrenti. Il valore complessivo dell’appalto di cui all’art. 35, invece, è fondamentale soprattutto per individuare la corretta procedura da seguire nell’aggiudicazione di un appalto con relativi obblighi di pubblicità (contratto di rilevanza europea oppure contratto sotto soglia), nonché per verificare gli obblighi previsti dall’art. 21 del Codice di inserire, rispettivamente, i lavori nella programmazione triennale dei lavori e le forniture/servizi nel programma biennale di forniture e servizi (è, infatti, obbligatorio l’inserimento dei lavori il cui valore stimato dell’appalto è pari o superiore a € 100.000 o l’inserimento delle forniture/servizi d’importo unitario stimato pari o superiore a € 40.000).

 

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